La mostra
Inaugura a Chiusi, sabato 23 settembre 2003 alle 16:00, al Museo della Cattedrale di San Secondiano, la mostra collettiva La ceramica racconta — miti e storie di Chiusi ispirati al Perugino, con le opere di Marino Moretti, Giovanna Neri, Lucia Roncella, Carlo Sassetti e Simona Stollo. Le nuove opere, tra le quali molte site specific, sono inserite nel percorso museale per creare un continuum narrativo che attualizza il significato della collezione permanente del Museo Diocesano.
«La ricognizione fruga nelle pieghe della storia, quella che attraverso un antico muro, un frammento ceramico, sa restituire le lacrime, le debolezze, le piccole cose quotidiane dell'uomo» (cit. L. Magrini). La mostra invita i visitatori in un percorso contemplativo in cui l'arte e la storia coinvolgono i sensi in un viaggio spazio-temporale capace di «scuotere dall'anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni» (P. Picasso).
Il Consiglio dell'Opera della Cattedrale ha scelto di dedicare questa mostra alla ceramica e al Perugino per i molteplici episodi e vicissitudini storiche che hanno decretato la città di Chiusi quale musa ispiratrice per artisti e intellettuali passati e presenti.
Il legame con il Perugino e Bernardino Fungai
Pietro Vannucci, detto il Perugino — definito da Agostino Chigi «il meglio Maestro d'Italia» — era cittadino di Città della Pieve e conobbe la storia del furto dell'anello della Vergine, custodito presso la Chiesa chiusina di San Francesco. Quell'anello era pervenuto a Chiusi già nel 960 come dono di un ricco mercante ed era venerato dall'intera comunità come miracoloso. La sua rocambolesca vicenda ispirò il pittore alla realizzazione della pala d'altare Lo Sposalizio, commissionata dalla diocesi umbra tra il 1501 e il 1504.
Bernardino Fungai, pittore senese del tardo Quattrocento, affrescò la cupola del Duomo di Siena e influenzò, oltre al Perugino, Luca Signorelli e il Pinturicchio. In occasione di questa mostra l'Opera della Cattedrale ha ricollocato negli spazi museali alcune formelle dipinte sottratte nel 1994 dalla Pala d'Altare del Duomo di San Secondiano, rinvenute dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma.
La ceramica — risultato della manipolazione delle terre d'argilla delle «crete senesi» — è stata per secoli elemento di vita nella quotidianità locale, e con questa mostra il museo ne celebra il valore identitario: far parlare un luogo attraverso la ceramica e i suoi artisti.
Gli artisti
Marino Moretti
Dopo una serie di personali in Italia ha esposto anche a New York, Chicago, Atlanta, San Francisco, Melbourne e Toronto. Ha il suo studio-laboratorio nella roccaforte di Viceno.
Giovanna Neri
Studentessa dell'Accademia di Belle Arti di Perugia, ha partecipato con altri studenti selezionati alla mostra Trafogliare a Palazzo Trinci in Foligno. Curiosa e poliedrica, sta sperimentando la manipolazione delle argille.
Lucia Roncella
Ceramista da oltre 35 anni, proviene dalla scuola d'arte di Perugia. Specializzata in tecniche antiche e di foggiatura, ha molteplici esperienze nelle botteghe ceramiste di Ficulle. Il suo laboratorio si trova a Monteleone d'Orvieto.
Carlo Sassetti
Restauratore con esperienze pluridecennali in numerosi cantieri di restauro nel mondo, ha curato il restauro degli affreschi della Cattedrale di Lucca. Attualmente insegna Restauro delle Pitture Murali all'Accademia di Belle Arti di Carrara.
Simona Stollo
Ceramista formata presso lo studio di Joanna Howells in Galles, dove dal 2014 lavora con argille ad alta temperatura sviluppando e rivisitando stilisticamente oggetti di uso quotidiano. Dal 2017 si è riavvicinata all'argilla cotta a bassa temperatura.