Il Sarcofago Romano
Lungo la navata sinistra della Concattedrale di San Secondiano è collocato da tempo immemorabile un sarcofago romano di origine sconosciuta. Il manufatto, di notevole qualità e buono stato di conservazione, costituisce un'ulteriore testimonianza del profondo intreccio tra la storia antica di Chiusi e la sua tradizione cristiana.
Descrizione dell'opera
Il sarcofago è un esemplare monolitico in marmo lunense, privo di coperchio. Il fronte è tripartito da quattro pilastri con capitelli stilizzati: i due pannelli laterali recano una decorazione a strigilatura che converge verso il centro, incorniciata da cornici modanate superiori e inferiori; il pannello centrale contiene una tabula a doppia cornice estesa per tutta l'altezza.
Il monogramma cristologico
La tabula centrale è inscritta con un monogramma cristologico accompagnato dalle lettere apocalittiche A e Ω (Alfa e Omega). Esemplari simili, inquadrabili in una diffusa tipologia di produzione urbana tardo-imperiale, sono databili alla metà del III secolo d.C. L'iscrizione presente nella tabula indica tuttavia un periodo successivo: il monogramma cristologico con le lettere apocalittiche si diffuse soprattutto nella seconda metà del IV secolo d.C.
Il reimpiego
Di conseguenza, l'iscrizione rappresenta probabilmente un reimpiego del sarcofago: la tabula era in origine vuota e non ancora iscritta. Questa pratica di reimpiego di manufatti di età imperiale per usi cristiani è ampiamente documentata nell'area chiusina e testimonia la fase di transizione tra il mondo romano pagano e la nuova civiltà cristiana.