I Corali Olivetani
Il Corridoio dei Corali Olivetani è senza dubbio la sezione più celebre del Museo della Cattedrale di Chiusi. Vi sono esposti ventuno manoscritti miniati di straordinario valore artistico, appartenenti al ciclo liturgico commissionato nel 1456 dall'abate Francesco della Ringhiera all'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore.
La storia dei codici
Il vescovo Giuseppe Pannilini, che reggeva contemporaneamente le diocesi di Pienza e Chiusi, ottenne questi volumi a seguito delle soppressioni napoleoniche e li donò alla Cattedrale di San Secondiano nel 1810. I libri di coro — tredici antifonari, un salterio, quattro graduali e un kyriale-graduale — costituivano un ciclo liturgico completo per i monaci olivetani.
Gli amanuensi e i miniatori
La trascrizione dei testi fu affidata principalmente ad Alessandro da Sesto Milanese, che fu anche il principale artefice delle filigrane decorative, con il contributo di Fra Bartolomeo da Ferrara, Ambrogio da Milano e Bartolomeo di Boniforte da Vimercate. Le miniature vennero eseguite da alcuni tra i più grandi artisti senesi e lombardi del Quattrocento.
Sano di Pietro operò sui codici tra il 1459 e il 1463; seguirono Venturino Mercati, Liberale da Verona (intorno al 1466) e Gerolamo da Cremona (1472). Si ipotizza anche il contributo di Francesco di Giorgio Martini per alcune delle splendide lettere istoriate.
Il furto e il recupero
I corali furono trafugati nel tardo 1987, ma recuperati entro un mese grazie all'intervento delle forze dell'ordine. Il 25 giugno 1988 furono reinstallati nel museo, dove sono ancora oggi conservati e ammirati da visitatori provenienti da tutto il mondo.
I codici esposti
La collezione comprende ventuno volumi: antifonari dalla lettera A alla N, graduali O, P, Q, S e Y, il kyriale-graduale T, e i codici del salterio e innario. Ogni volume è aperto su una pagina diversa a rotazione, permettendo ai visitatori di ammirare le straordinarie miniature che decorano lettere iniziali e bordi delle pagine.